Nel cielo grigio un groviglio di pensieri
Altalenanti come l’ardire del dovere.
La goccia fugge sul vetro opaco
Il passero si allontana volteggiando.
Sulle labbra sue, sottili, un brivido di paura
Trafiggeva il cuore lontano.
Era forte, nell’aria l’odio di lui
Quella porta aperta sui fiumi di sentimenti.
Il fremito voluto ed agognato,
Troneggiava, meschino e maledetto.
A questo cuore malandato voglio dire una preghiera
Di Teseo, non v’è traccia
Il mostro in agguato affonda sempre gli artigli
Nelle vittime consenzienti e indifese
Il terrore le avvolge come una coltre
Che, soffocante, pian piano le distrugge.
